SFELUX 2018 – MOBBIDICCHI di Giacomo Bonagiuso – 26 ago 2018

Tramonto del 26 agosto 2018 al Santuario di Demetra Malophoros (ore 18.00)

Da più di un secolo e mezzo uno spettro si aggira nelle acque extraterritoriali della letteratura: “Moby Dick”.

Un testo che affonda la penna nel male profondo, nei mostri, nei fantasmi delle anime umane e disumane. Achab, il capitano, cerca la fine, nel segno di una insensata vendetta, una faida, che certamente coinvolge la sua stessa esistenza e non solo la balena. “La balena non ti cerca, sei tu che cerchi lei!”, lo avvisa l’equipaggio del Pequod. La ricerca del cetaceo non è altro che un viaggio attorno all’uomo.

“La storia di Moby Dick mi ha sempre sconvolto, tanto che ho pensato di prenderne spunto per una riscrittura in siciliano arcaico. Ne è venuto fuori un testo furioso, che costringe a fare i conti con i propri demoni. Volevo ritmi frenetici e parole risuonanti, volevo una struttura internazionale pur facendo parlare idiomi arcaici, insomma volevo che lo spettacolo diventasse uno specchio collettivo dove guardare per spogliare ogni vanagloria. Con Mobbidicchi il re è nudo. Il male è “a siccu”, non a mare. D’altronde, se esiste un testo che descrive il viaggio nel male radicale che attanaglia l’uomo e il suo cieco dolore, quello è proprio il “Moby Dick” di Melville, una sorta di Iliade della letteratura americana, che oggi, in questa riscrittura diventa anche segno linguistico profondo della nostra oscura radice”.

[Giacomo Bonagiuso]