SELINUNTE
Il Quartiere Artigianale

Le indagini archeologiche nel quartiere artigianale di Selinunte sono state condotte dall’Università di Bonn in collaborazione con l’Istituto Archeologico Germanico di Roma e il Parco Archeologico di Selinunte dal 2010 al 2016. Il progetto è stato avviato sulla base dei risultati della prospezione geofisica eseguita negli anni 1999-2002 dalla quale è emersa la presenza di una cospicua serie di fornaci sistematicamente inserite all’interno di isolati che si estendono su un’area di 1.250 mq lungo le mura orientali della città, nella valle del Gorgo Cottone.

La zona artigianale ha uno stretto legame col porto ed è altresì ben collegata, attraverso i grandi assi viari, direttamente col centro urbano.

Lo scavo, che ha fornito importanti informazioni di carattere socio-economico-politico, si è concentrato su una officina che misura complessivamente m 75 x 16, caratterizzata dalla presenza di un vasto impianto artigianale distribuito su quattro terrazze poste su livelli diversi.

Si tratta di un’unità funzionante in maniera indipendente di cui le fornaci rappresentano soltanto un momento dell’intero ciclo produttivo scandito da molteplici fasi che iniziano con l’approvvigionamento delle materie prime e terminano con la commercializzazione del prodotto finito.

Sono state riportate alla luce 7 fornaci inserite all’interno di un articolato sistema di ambienti di lavoro ed aree funzionali alle diverse fasi produttive.

La fornace circolare più grande ritrovata nel terrazzamento inferiore, con un diametro di più 5m rappresenta ad oggi una delle più grandi del periodo arcaico e classico. Caratterizzata dalla peculiare presenza di due prefurnia corrispondenti a due distinte camere di combustione, è preceduta da un’ampia stanza accuratamente pavimentata all’interno della quale sono state individuate diverse aree funzionali con pozzi, vasche di decantazione, bacini per la lavorazione dell’argilla e sistemi di canalizzazione per il deflusso delle acque.

La seconda terrazza è composta da due ampi cortili ed un edificio rettangolare utilizzati verosimilmente per l’essiccazione e lo smistamento dei prodotti. Più ad ovest sono state rinvenute altre tre fornaci, una delle quali dotata di un vano di servizio, ed un ampio ambiente rettangolare prospiciente un cortile.

La terrazza più a monte è infine caratterizzata dalla presenza di un imponente edificio, con tre camere sul retro ed altre due nella parte anteriore, che ha restituito un numero elevato di pesi da telaio.

Al di sotto delle installazioni classiche, in diversi punti dell’intera area indagata, sono stati identificati numerosi resti di strutture arcaiche.

Nel complesso è evidente che l’area indagata era stata edificata già a partire dalla metà del VI secolo a.C. La ripartizione e l’articolazione nelle varie aree funzionali dell‘impianto sono altresì da attribuire a questa fase.

Simultaneamente al momento della grande progettazione urbanistica di Selinunte, quest’area era dunque già stata destinata alla produzione di prodotti ceramici.

La consistente attività produttiva non sarà stata limitata al consumo e alla circolazione dei prodotti all’interno della città stessa, ma avrà di certo creato un surplus destinato ad un commercio di più ampia portata.

Siamo in presenza del più grande impianto produttivo del mondo antico, un elaborato sistema organizzativo il cui enorme potenziale produttivo confermerebbe l’importanza economica di Selinunte, una colonia che durante il periodo del suo massimo splendore era certamente al centro di importanti flussi commerciali extraterritoriali.

 

Biglietteria

Biglietto intero : 6,00€ Biglietto ridotto: 3,00€
Ingresso gratuito per i cittadini dell’Unione Europea, di età inferiore a 18 anni. Ingresso libero per tutti, la prima Domenica di ogni mese.

Orari e Tariffe