Missione archeologica Acropoli
2018

New York University – Università Statale di Milano

In virtù di una convenzione tra il Parco di Selinunte e l'Institute of Fine Arts della New York University già da alcuni anni la missione del Prof. Clemente MARCONI effettua ricerche su un settore particolarmente importante dell'acropoli di Selinunte. Il sopraggiunto incarico, con la doppia affiliazione, di Clemente MARCONI come professore ordinario di Archeologia all'Università degli Studi di Milano, ha permesso di siglare un collegato alla convenzione e realizzare un partenariato tra le due università. Pertanto, sotto la direzione del Prof. Clemente MARCONI (New York University - Università degli Studi di Milano) e della Prof.ssa Rosalia PUMO (New York University), l'Università statunitense lavorerà congiuntamente alla Statale di Milano in una missione archeologica che durerà per tutto il mese di Giugno 2018. I lavori si concentreranno nel completamento dello scavo intrapreso lo scorso anno al centro della cella del Tempio R, esplorando i livelli corrispondenti all’epoca di fondazione della colonia greca e alle epoche anteriori. In più, la nuova sinergia tra i due atenei italiano e americano consentirà di aprire una nuova area di indagine tra il Tempio R e il Tempio C. Si spera che questo secondo scavo possa portare un contributo significativo alle nostre conoscenze sul Tempio C, il più importante tempio di età arcaica a Selinunte.

Diario degli scavi


  • lunedì 4 giugno

    Nel primo giorno di lavoro si comincia a rimuovere lo spesso riempimento della trincea (Saggio Q) al centro della cella del Tempio R. Questo riempimento è stato eseguito al termine dei lavori della campagna dell’anno precedente, per preservare integralmente la preziosa colonna stratigrafica che documenta la storia di Selinunte dal secondo millennio alla fine del IV secolo a.C.


  • martedì 5 giugno

    Prosegue il lavoro di rimozione del riempimento del Saggio Q. Nel frattempo, si provvede a delimitare la seconda area di scavo per quest’anno. Si tratta del Saggio R, una trincea che dallo spigolo NW del Tempio R conduce fino alle fondazioni del Tempio C. Si spera che questa seconda trincea fornisca nuovi dati relativi all’ambiente annesso a ovest al Tempio R e alle fondazioni del Tempio C.


  • mercoledì 6 giugno

    Si completa la rimozione del riempimento del Saggio Q, mettendo in luce il livello al quale si era giunti nella campagna di scavo lo scorso anno. Si tratta dello strato argilloso di colore grigio presente su tutta la superficie del saggio, nel quale si sono rinvenute le punte di lancia in ferro conficcate nel terreno in mostra al Baglio Florio. Nel contempo, si comincia a scavare il Saggio R, rimuovendo il primo strato, di accumulo moderno.


  • giovedì 7 giugno

    Nel Saggio Q si comincia lo scavo, che consiste anzitutto nella rimozione dello strato argilloso di colore grigio presente su tutta la superficie della trincea. Tale strato corrisponde alla prima fase di frequentazione greca nell’area. Si comincia poi lo scavo del livello rosso-bruno di matrice sabbiosa sottostante, pertinente alla fase pre-greca. Nel Saggio R, alla rimozione dello strato di accumulo moderno segue lo scavo del livellamento databile al 300 a.C. ca., funzionale al nuovo insediamento misto punico e greco sotto il controllo di Cartagine. In questo saggio, la parte superiore del livellamento consiste, contro le fondazioni del Tempio C, di frammenti di blocchi e pietre di grandi dimensioni.


  • venerdì 8 giugno

    Nel Saggio Q continua lo scavo del livello rosso-bruno di matrice sabbiosa. Questo livello risulta pressoché sterile, fatta eccezione per pochi frammenti di ceramica dell’età del Bronzo Tardo, di ossa, e di selce lavorata. Manca un livello della prima Età del Ferro associabile con una presenza indigena. In base allo scavo di questa trincea, e delle altre trincee degli anni precedenti, si ipotizza che il sito di Selinunte fosse disabitato al momento della fondazione della colonia greca. Alla fine della giornata, affiora in alcuni punti il banco roccioso dal profilo alquanto irregolare. Nel Saggio R prosegue lo scavo del riempimento ellenistico.


  • lunedì 11 giugno

    Nel Saggio Q continua lo scavo del livello rosso-bruno di matrice sabbiosa. Lo strato si conferma pressoché sterile, con l’eccezione del rinvenimento di un frammento di lama di ossidiana di Pantelleria. Nel Saggio R tutti i grandi frammenti di blocchi in superficie appartenenti alla parte superiore del livellamento ellenistico vengono rimossi. Al di sotto, si individuano strati argillosi più compatti, di cui uno contenente piccoli frammenti di ceramica e pietre e un altro con frammenti di anfore e ossa animali.


  • martedì 12 giugno

    Nel Saggio Q continua lo scavo del livello rosso-bruno di matrice sabbiosa. Il banco roccioso appare ora in due aree della trincea. Tale banco roccioso appare essere stato livellato per la messa in opera del muro nord del Tempio R. Alla fine della giornata si individua un livello più profondo, di colore rosso scuro e sempre di matrice sabbiosa, completamente privo di artefatti e resti faunistici. Nel Saggio R continua lo scavo del livellamento ellenistico, in particolare una grande concentrazione di pietre nella parte ovest della trincea. Sotto questo strato emerge una superficie contraddistinta da scaglie di calcare giallastro e sabbia.


  • mercoledì 13 giugno

    Malgrado fasi di pioggia, si continua a scavare. Nel Saggio Q prosegue lo scavo del livello di colore rosso scuro a matrice sabbiosa. Lo strato si conferma sterile, con l’eccezione di due frammenti di selce lavorata. Alla fine del giorno, si è messa in vista un’ulteriore porzione del banco roccioso, sempre molto irregolare. Nel Saggio R si prosegue nello scavo del livellamento ellenistico identificando, non lontano dalle fondazioni del Tempio C e contro il limite est della trincea, una buca scavata e riempita prima della realizzazione del livellamento stesso.


  • giovedì 14 giugno

    La pioggia intensa nel mattino non permette di scavare e il lavoro può riprendere solo nel pomeriggio. Nel Saggio Q, prosegue lo scavo del livello rosso scuro, che si conferma pressoché sterile, fatta eccezione per dei frammenti di selce lavorata. Nel Saggio R, alla ripresa dello scavo si continua a scavare il livellamento del 300 a.C. circa, portando alla luce un agglomerato di rocce di medie dimensioni nella parte est del saggio.


  • venerdì 15 giugno

    Nel Saggio Q, lo scavo si concentra sul livello rosso immediatamente al di sopra del banco roccioso, mettendo quest’ultimo allo scoperto per due terzi dell’area della trincea. Quest’ultimo livello si rivela essere assolutamente sterile. Nel Saggio R si completa lo scavo del livellamento ellenistico e della buca immediatamente anteriore contro il limite est del saggio. In laboratorio, Massimo Cultraro (C.N.R., Istituto per i Beni Archeologici e Monumentali, Catania) esamina sistematicamente i rinvenimenti scavati quest’anno negli strati profondi del Saggio Q, identificando sia frammenti di ceramica dell’Età del Bronzo, sia industria litica e molluschi riferibili a una presenza Mesolitica in questo settore dell’acropoli. Si tratta di una scoperta della massima importanza.


  • lunedì 18 giugno

    Si conclude lo scavo del Saggio Q, lavoro iniziato al principio della stagione 2017. Dopo una pulizia dettagliata, si procede a una serie finale di fotografie e alla fotogrammetria digitale della trincea. Nel Saggio Q è documentata una sequenza stratigrafica completa che dal Mesolitico porta fino al 300 a.C.
    Si è raggiunto il banco di roccia per quasi tutta l’area del saggio: la roccia è stata scalpellata in corrispondenza delle fondazioni del muro nord del Tempio R, ma non di quelle del muro sud, dove l’assisa inferiore poggia per lo più sulla terra rossa. L’esame delle assise di fondazione dei due muri permette di identificare una serie di marchi incisi sui blocchi. Nel Saggio R, rimosso il fondo del livellamento di età ellenistica si mette in evidenza uno strato giallastro composto di schegge di calcare e terra. Concluso lo scavo del Saggio Q si decide di aprire una terza trincea, il Saggio S, subito all’esterno del muro sud del Tempio R, e presso la fronte est dell’edificio.


  • martedì 19 giugno

    Nel Saggio R si è cominciato lo scavo di uno strato giallastro composto da terra e schegge di calcare, interpretato come un livellamento dell’area intorno al Tempio C alla conclusione della costruzione di quest’edificio alla fine del VI secolo a.C. Si comincia lo scavo del Saggio S, la cui area era stata delimitata il giorno precedente. Una prima pulizia mette in evidenza al centro della trincea una concentrazione di ciottoli fluviali molto compatta, al livello del piano di calpestio all’epoca della costruzione del Tempio R. Potrebbe trattarsi di un piano pavimentale o di un’azione volta a compattare il terreno sabbioso al di sotto di tale piano, quest’ultimo rimosso con gli strati superiori negli scavi dell’Ottocento. Come che sia, dopo una consultazione con il Direttore del Parco, Architetto Enrico Caruso, si decide di non intaccare l’area di ciottoli e limitare lo scavo alle estremità ovest ed est della trincea.


  • mercoledì 20 giugno

    Il cattivo tempo impedisce di scavare per l’intera giornata. Nel Saggio R si prosegue lo scavo dello spesso strato di schegge e terra gialla presente su tutta l’area del saggio, identificato con il piano di livellamento dell’area attorno al Tempio C realizzato alla conclusione della costruzione di questo edificio. Durante questo scavo di mette in luce, sotto l’assisa di eutinteria, la prima assisa di fondazione del Tempio C. Inoltre, presso l’angolo nord-ovest del Tempio R si identifica una fossetta praticata nel piano di livellamento, contenente una lancia in ferro asportata dal terreno dal team di restauratori. Nel Saggio S, completata la pulizia dell’area con ciottoli fluviali si procede a scavare nei settori subito a est e ovest, identificando uno strato di terra grigia al di sotto del livello dei ciottoli che non presenta materiale moderno e andrebbe considerato antico.


  • giovedì 21 giugno

    Nel Saggio R si finisce di mettere in vista la metà superiore della prima assisa di fondazione del Tempio C, più la testa del riempimento del relativo cavo di fondazione, che risulta intatto. I materiali dal livellamento soprastante serviranno a datare la conclusione dei lavori del Tempio C, mentre i materiali dal riempimento del cavo saranno fondamentali per stabilire la datazione dell’inizio del cantiere. Nel Saggio S, si estende l’area di scavo a est del piano di ciottoli fluviali, subito a sud della piattaforma in blocchi di pietra addossata alla fronte del Tempio R, presumibilmente verso il 500 a.C. Nello scavo del primo livello in quest’area si rinviene una serie di blocchi probabilmente depositati durante gli scavi dell’Ottocento: tra questi blocchi, David Scahill identifica un prezioso blocco di geison, esaminato con Clemente Marconi e Rosalia Pumo e attribuibile alla fronte del Tempio R.


  • venerdì 22 giugno

    Nel Saggio R si continuano a rimuovere gli strati associati al livellamento del terreno realizzato durante la costruzione del Tempio C, ovvero strati di sabbia gialla e scaglie di lavorazione dei blocchi intercalati da sottili strati di terra rossa, molto più fine. In questo scavo si rinviene un grosso blocco in calcare sbozzato ma non rifinito. Sembra trattarsi di un elemento del Tempio C scartato dai costruttori. Nel Saggio S, lo scavo a est e ovest del piano di ciottoli fluviali conferma che subito al disotto del piano di calpestio la stratigrafia antica è intatta. In particolare, nell’estremità ovest del saggio si rinviene un piano associabile con la costruzione del Tempio R, argilloso e ricco di carbone, ossa animali, e ceramica di uso rituale.


  • sabato 23 giugno

    Si decide di scavare di sabato, per recuperare il tempo perso a causa delle piogge nei giorni precedenti. Nel Saggio R, durante i lavori di rimozione degli strati associati al livellamento dell’area, viene alla luce la seconda assisa della fondazione del Tempio C, rientrante di circa 5 cm rispetto a quella superiore. Nel Saggio S si prosegue la messa a vista, a ovest del piano di ciottoli fluviali, di un livello associabile con la costruzione del Tempio R.


  • lunedì 25 giugno

    Nel Saggio R viene ultimata la pulizia della seconda assisa della fondazione del Tempio C, mentre intorno all’angolo nord-ovest dell’opistodomo del Tempio R vengono rinvenuti materiali votivi, inclusi pesi da telaio. Nello scavo del Saggio S si fanno una serie di scoperte importanti. A est del piano di ciottoli fluviali si cominciano a rinvenire le tracce di una struttura rettangolare al di sotto del livello della piattaforma antistante il Tempio R. Associata a questa struttura si rinviene una grande quantità di ossa animali combuste e ceramica rituale, compresi numerosi frammenti di ceramica corinzia. A ovest del piano di ciottoli si rinviene uno strato di schegge di pietra e terra rossastra associabile con il livellamento dell’area attorno al Tempio R a conclusione della costruzione di questo edificio. In questo strato si identificano alcune deposizioni votive, inclusa una punta di lancia in ferro e un kantharos miniaturistico, quest’ultimo posizionato contro il muro sud del Tempio R e coperto da schegge di pietra.


  • martedì 26 giugno

    Nel Saggio R prosegue lo scavo dei successivi livellamenti associati con la costruzione del Tempio C. Sotto uno strato giallastro di scaglie di pietra e terra viene rinvenuto un ulteriore strato di terra rossa che si estende per tutta la trincea, escluso lo spigolo nord-ovest del Tempio R, e infine un livello più basso nel quale si rinviene un altro blocco lavorato, apparentemente intatto. Il proseguimento dello scavo delle due estremità del Saggio S mette in evidenza due stratigrafie molto diverse tra loro. In quella est si continua a mettere in luce la struttura rettangolare al di sotto del livello della piattaforma davanti al Tempio R, e si rinvengono numerosi altri frammenti di ossa animali combuste e vasi rituali, compresa ceramica corinzia. Nell’estremità ovest, al di sotto del piano associato con il completamento della costruzione del Tempio R e la relativa preparazione si identifica chiaramente il riempimento del cavo di fondazione per il muro sud di questo edificio. A sud di questo muro si identifica inoltre, contro la sezione, un foro di palo circolare, comparabile per forma e dimensioni con quelli identificati negli anni passati all’interno della cella e associati alla costruzione del Tempio R.


  • mercoledì 27 giugno

    Nell’ultimo giorno di scavo, nel Saggio R iniziano le operazioni di chiusura della trincea, ma non prima di aver pulito i margini dei vari blocchi che ancora non possono essere rimossi. Presso lo spigolo nord-ovest del Tempio R si rinvengono diversi frammenti di terrecotte architettoniche dipinte. Nel Saggio S si finiscono di mettere in luce due strutture, di cui quella a nord presumibilmente rettangolare all’origine e quella a sud circolare. Si tratta con ogni probabilità di installazioni cultuali, come indicato dal grande numero di ossa animali combuste e vasi rituali, inclusa ceramica corinzia, ad esse associate. Resta da stabilire il rapporto tra queste strutture e il Tempio R, se anteriori (come suggerito dal materiale associato) o posteriori. A completamento dello scavo di quest’anno, si procederà a riempire tutte e tre le trincee, comprese le due da riaprire con la prossima stagione.


  • mercoledì 25 luglio 2018 ore 17.00. Presentazione dei primi risultati della campagna di scavi.

    A conclusione della Missione archeologica 2018 del prof. Clemente MARCONI e della prof.ssa Rosalia PUMO, in cui sono stati impegnati gli studenti della New York University e dell’Università Statale di Milano, si terrà una conferenza e saranno esposti alcuni reperti della campagna di scavi.

I membri della missione

Clemente Marconi è James R. McCredie of Greek Art and Archaeology e University Professor presso l’Institute of Fine Arts della New York University e Professore Ordinario di Archeologia Classica presso il Dipartimento di Beni Culturali e Ambientali dell’Università degli Studi di Milano. Dal 2006 dirige la missione di scavo sull’acropoli di Selinunte.

Rosalia Pumo è dottore di ricerca in Archeologia dei processi di trasformazione delle società antiche (Milano) e adjunct professor presso l’Institute of Fine Arts della New York University. Esperta di letteratura di viaggio e terrecotte architettoniche, delle quali ha curato l’allestimento al Museo Archeologico Regionale “A. Salinas” di Palermo, dal 2006 co-dirige la missione di scavo NYU-UniMi sull’acropoli di Selinunte.

Andrew Ward è dottore di ricerca in Arte e Archeologia Greca e Romana presso l’Institute of Fine Arts della New York University, con una tesi sui louteria figurati dalla Sicilia Occidentale. Attualmente insegna Archeologia Greca presso il college di William and Mary in Virginia. Collabora con la missione NYU-UniMi dal 2012 e ha il ruolo di supervisore dello scavo.

Massimo Limoncelli, archeologo, insegna Archeologia Virtuale presso la Scuola Superiore ISUFI dell’Università del Salento. Partecipa ad attività di scavi e restauri con istituti di ricerca italiani e stranieri. Ha condotto attività di ricerca in Archeologia Virtuale in Italia, Tunisia, Libia, Egitto e Turchia. Collabora con la missione NYU-UniMi dal 2010 e si occupa dello studio dell’architettura e della documentazione e ricostruzione 3D.

Linda Adorno, Consulente Archeologo della Direzione del Parco Archeologico di Selinunte, è dottoranda presso l’Università di Bonn. Dal 2007, collabora alle ricerche dell’Istituto Archeologico Germanico di Roma sull’agora di Selinunte. Dal 2011 al 2016 ha partecipato al progetto di scavo dell’Università di Bonn sul Quartiere artigianale di Selinunte. Collabora con la missione NYU-UniMi dal 2017 come specialista della ceramica di produzione locale.

Massimo Cultraro, archeologo, è primo ricercatore presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche, Catania, e insegna Preistoria Egea e Paletnologia presso l’Università di Palermo. Ha partecipato a missioni di scavo in Grecia e in Italia, dirigendo progetti scientifici in Georgia e in Iraq. Collabora con la missione NYU-UniMi dal 2008, occupandosi dello studio dei depositi di epoca pre-protostorica.

Julie Herzig Desnick, architetto, ha un titolo di Master in Arte e Archeologia Greca e Romana presso l’Institute of Fine Arts della New York University. Uno dei Trustees dell’Archaeological Institute of America, partecipa ai lavori della missione NYU-UniMi dal 2012.

Claudia Lambrugo, archeologo, insegna Archeologia Classica presso l’Università degli Studi di Milano. Partecipa ad attività di scavo e ricerca in Magna Grecia e Sicilia. Collabora con la missione NYU-UniMi dal 2018 e si occupa dello studio delle ceramiche greche arcaiche, con particolare riferimento alle ceramiche di produzione corinzia.

Lorenzo Lazzarini, geologo, insegna Petrografia Applicata alla Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio dell’Università IUAV di Venezia. È membro del Comitato Scientifico del Laboratorio di Analisi dei Materiali Antichi della stessa università, in cui conduce ricerche di archeometria applicata allo studio dei materiali lapidei e litoidi (cotti, malte e intonaci) usati in antico. Collabora per le indagini archeometriche con la missione NYU-UniMi dal 2009.

Debora Messina è laureata in Archeologia Classica presso Università degli Studi di Palermo. Collabora con la missione NYU-UniMi dal 2011, partecipando alle attività di scavo. Si occupa inoltre della classificazione della ceramica e della gestione del laboratorio.

Roberto Miccichè è un osteoarcheologo e antropologo forense. Dal 2012 è cultore di Antropologia (BIO/08) all’Università di Palermo, dove svolge attività di ricerca e incarichi di docenza a contratto. Attualmente è titolare di una borsa di ricerca presso lo stesso ateneo palermitano in seno al dipartimento STEBICEF. Dal 2018 è Courtesy Visiting Adjunct Professor al Department of History della University of South Florida. Collabora come zooarcheologo con la missione NYU-UniMi dal 2007.

Filippo Pisciotta, laureato in Archeologia Medievale presso l’Università di Palermo, è dottorando presso l’Università di Aix-Marseille in co-tutela con l’Università di Palermo. Esperto in cultura materiale tardoantica, bizantina e medievale, ha un particolare interesse per i metodi e tecniche di rilievo tradizionale e 3D. Collabora con la missione NYU-UniMi dal 2006 e si occupa della documentazione dello scavo e dei rinvenimenti.

Flavia Puoti è una Restauratrice di Beni Culturali specializzata nel restauro di ceramica, vetro, leghe metalliche e materiali organici da scavo. Si è laureata all’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro (Roma) e lavora oggi presso il Warren Lasch Conservation Center della Clemson University a Charleston. Collabora con la missione NYU-UniMi dal 2017 e dirige il laboratorio di restauro.

David Scahill, architetto e archeologo, insegna Architettura Greca presso l’Università di Atene e per i programmi di studio in Grecia della Penn State University e della Bucknell University. Ha lavorato per diversi progetti archeologici e di restauro nel Mediterraneo, compresa l’Acropoli e l’Agora di Atene e Corinto. Collabora con la missione NYU-UniMi dal 2011.

Valeria Tardo, archeologa, lavora presso l’Università degli Studi di Palermo. Collabora con Soprintendenze, Parchi archeologici e istituti di ricerca italiani e stranieri per attività di scavo, allestimenti museali e studio. Il suo principale campo di ricerca sono le ceramiche di epoca arcaica e classica delle colonie siceliote, puniche e dei centri indigeni della Sicilia antica. Collabora dal 2007 con la missione NYU-UniMi e si occupa dello studio delle ceramiche greche di epoca arcaica e classica.

Caterina Trombi, archeologa, collabora dal 1994 con la Soprintendenza dei BB.CC.AA. e con il Parco Archeologico di Agrigento. Ha condotto, per i suddetti Enti, scavi archeologici nell’entroterra agrigentino e all’interno del Parco Archeologico, dedicandosi anche alla catalogazione di materiali ceramici e all’allestimento di mostre e musei. Collabora con la missione NYU-UniMi dal 2010, occupandosi della catalogazione del materiale ceramico.

Pietro Valenti, naturalista, si è laureato in Scienze della Natura all’Università di Palermo nel 2015. Dal 2014 è Ricercatore Esterno Volontario nel Laboratorio di Antropologia e Applicazioni Forensi – Dipartimento STEBICEF dell’Università di Palermo. È Cultore della materia “Antropologia” (SSD BIO/08 Scienze della Natura e dell’Ambiente) presso l’Università degli Studi di Palermo. Dal 2016 partecipa alla missione NYU-UniMi come archeozoologo.

Andrea Bertaiola è laureato magistrale in Archeologia presso l’Università degli Studi di Milano con una tesi sulle ceramiche di produzione greca dell’Incoronata di Metaponto. Tra i suoi interessi vi sono l’interazione tra indigeni e Greci in Sicilia e Magna Grecia e la mobilità artigianale in età orientalizzante. Ha partecipato a diverse campagne di scavo in Italia Meridionale e Sardegna.

Jennifer Boggs è una studentessa di Master in Arte e Archeologia Greca e Romana presso l’Institute of Fine Arts della New York University. Tra i suoi interessi è l’arte funeraria greca arcaica. Ha esperienza di scavo in vari siti in Peru, New Jersey, e Pennsylvania.

Carlotta Borella è laureata in Scienze dei Beni Culturali presso l’Università degli studi di Milano con una tesi sulle necropoli urbane ed extraurbane di Brixia in età romana. È attualmente iscritta al corso di Laurea Magistrale in Archeologia e culture del mondo antico presso l’Università di Bologna.

Stefano Brancaleon è laureato in Scienze dei Beni Culturali presso l’Università degli Studi di Milano. I suoi campi di studio principali sono rivolti verso la romanizzazione dell’Etruria, l’urbanistica e la topografia applicata alla tecnologia GIS.

Daniele Bursich è archeologo specializzato in province romane, esperto di nuove tecnologie applicate al rilievo e alla diffusione dei Beni Culturali. È professore a contratto per l’Accademia di Belle Arti di Brera e per l’Università degli Studi di Milano. Collabora con la missione NYU-UniMi da quest’anno e si occupa con Kate Minniti della supervisione dello scavo del Saggio R.

Paola Calderaro è iscritta alla Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici, indirizzo classico, presso l’Università degli Studi di Milano. Ha scavato a Tarquinia, al Forcello (Mantova) e a Jazzo Fornasiello (Gravina in Puglia) con l’Università degli Studi di Milano e a Segesta con la Scuola Normale di Pisa. Ha fatto due tesi sul sito archeologico di Segesta concentrandosi sugli aspetti foto-interpretativi e architettonici.

Chao Chi Chiu è uno studente di Master presso l’Institute of Fine Arts della New York University, con un particolare interesse per l’arte giapponese moderna. Ha un diploma di Master in Scienze Sociali presso la University of Chicago, e una laurea Archeologia e Antropologia presso la University of California, San Diego.

Giovanni Colzani è archeologo dottorando presso l’Università degli Studi di Milano. Laureato in Lettere Classiche presso l’Università degli Studi di Milano e in Archeologia presso l’Università di Pisa, si occupa in particolare di statuaria ellenistica e romana.

Giulia Coppola è dottoressa magistrale in Archeologia Classica, laureata presso l’Università di Pisa nel 2017 con una tesi sui materiali ceramici provenienti dai livelli d’abbandono della stoa nord di Segesta. Collabora con la missione NYU-UniMi dal 2017 e quest’anno è responsabile del coordinamento della setacciatura dei materiali dal saggio R.

Asia Del Bonis-O’Donnell è dottoranda presso il Department of the History of Art a Yale University. Laureata in Archeologia e Studi Classici presso Brown University e con un titolo di Master presso la University of Arizona, ha un particolare interesse per le interrelazioni tra arte greca, religione e il mondo naturale.

Chiara Di Rosa è laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università degli Studi di Milano con una tesi su materiale fotografico degli Archivi di Egittologia dell’Università degli Studi di Milano. Ha partecipato allo scavo dell’Università degli Studi di Milano a Tarquinia.

Brandon Eng è dottorando in Arte Moderna e Contemporanea presso l’Institute of Fine Arts della New York University. La sua ricerca si concentra sull’intersezione tra arte e modelli di azione politica dal 1960 al presente. Tra le sue esperienze di scavo è il Parco nazionale storico della Cultura Hopewell a Chillicothe (Ohio).

Nicole Feldman è una studentessa di Master in Storia dell’Arte e Scienza della Conservazione presso l’Institute of Fine Arts della New York University. Si è laureata a Trinity University (San Antonio, Texas), in Storia dell’Arte e Chimica. Il suo principale interesse è la conservazione di oggetti, con particolare attenzione per la policromia.

Flavio Ferlito, laureatosi in Archeologia presso l’Università degli Studi di Catania e l’Università di Varsavia, è dottorando in Scienze per il Patrimonio e la Produzione Culturale presso l’Università degli Studi di Catania. Interessato alla coroplastica siceliota arcaica e classica, collabora con la missione NYU-UniMi dal 2014 ed è co-responsabile delle attività di laboratorio.

Davide Giubileo è laureato in Scienze dei Beni Culturali presso l’Università degli studi di Milano con una tesi sulla statuaria delle Cicladi in età orientalizzante e arcaica. È iscritto al corso di laurea magistrale in Archeologia e culture del mondo antico presso l’Università di Bologna. Partecipa ai lavori della missione NYU-UniMi dal 2017.

Jeiran Jahani è una scienziata dei dati con un dottorato in Neuroscienze presso la New York University. Ha un particolare interesse per gli scambi tra culture nel Mediterraneo antico e per un approccio che combini metodologie archeologiche e storico artistiche tradizionali con strumenti statistici.

Dashiell Jordan è uno studente di Master in Arte e Archeologia Greca e Romana presso l’Institute of Fine Arts della New York University. Tra i suoi interessi è l’arte e l’archeologia della Magna Grecia. Tra le sue esperienze di scavo è il sito etrusco di Poggio Colla in Toscana.

Martina Locatelli si è laureata in Scienze dei Beni Culturali presso l’Università degli Studi di Milano ed è laureanda in Antropologia fisica nel corso di laurea magistrale presso lo stesso ateneo. Prima di partecipare a questa missione ha partecipato a scavi di ricerca nazionali e internazionali in Italia e Spagna.

Martina Locatelli è studentessa di Master in Archeologia presso Edinburgh University. Si è laureata in Lettere Classiche all’Università degli Studi di Milano con una tesi in Etruscologia sulla rappresentazione dei giochi funebri nella pittura tombale arcaica di Tarquinia e altri siti etruschi. La sua ricerca ha indagato la presenza dello stesso motivo nell’arte pittorica greca coeva.

Agnese Lojacono, specializzanda presso l’Università degli Studi di Milano, ha conseguito la laurea magistrale in archeologia con una tesi su una collezione di vasi apuli. Ha partecipato a campagne di scavo in Italia centrale e meridionale.

Roberto Maiolino è studente di Scienze dei Beni Culturali presso l’Università degli Studi di Milano. Il suo principale campo di studio è l’Archeologia della Magna Grecia.

Margherita Malvaso è laureata in Storia Greca, corso di Laurea Triennale presso l’Università degli Studi di Milano, e attualmente è iscritta al secondo anno del corso di Laurea Magistrale in Archeologia. Ha partecipato a numerosi progetti di ricerca nazionale e scavi archeologici di emergenza.

Kate Minniti è dottoranda in Archeologia Classica alla University of British Columbia (Vancouver), specializzata nello studio delle importazioni egizie ed egittizzanti in Sicilia in età arcaica. Collabora con la missione NYU-UniMi dal 2015 e si occupa quest’anno con Daniele Bursich della supervisione dello scavo del Saggio R.

Arianna Molteni è laureata in Scienze dei Beni Culturali presso l’Università degli Studi di Milano, con una tesi in archeologia greca. I suoi interessi sono rivolti soprattutto verso l’archeologia greca di età classica ed ellenistica e l’archeozoologia.

Francesca Paleari è laureata in Lettere Classiche e Archeologia presso l’Università degli Studi di Milano. Si interessa in particolare di Archeologia Greca di epoca classica.

Luca Restelli è laureando magistrale in Archeologia presso l’Università degli Studi di Milano. Interessato nell’edilizia pubblica e privata collabora a vari progetti di scavo dell’Università degli Studi di Milano e lavora con ditte d’archeologia d’emergenza nel Nord Italia.

Eleonora Rossi è laureata in Scienze dei Beni Culturali e studentessa di Archeologia presso l’Università Statale di Milano. Laureanda in Etruscologia, lavora a una tesi sui reperti di impasto lisciato villanoviano e orientalizzante provenienti dallo scavo archeologico di Tarquinia.

Silvia Scardovi è laureata in Scienze dei Beni Culturali presso l’Università degli Studi di Milano. È iscritta al corso di laurea magistrale di Archeologia e culture del mondo antico presso l’Università di Bologna. Tra i suoi principali interessi vi è l’Archeologia della Magna Grecia. Partecipa ai lavori della missione NYU-UniMi dal 2017.

Laura Schepis è laureata in Diagnostica dei Beni Culturali presso l’Università del Salento e specializzata in Restauro Lapideo presso la Scuola per Artigiani Restauratori di Torino. Collabora in missioni di scavo, rilievo e restauro con istituti italiani e stranieri. Collabora con la missione NYU-UniMi dal 2016 nel laboratorio di restauro.

Francesca Tognoli è laureata in Scienze dei Beni Culturali presso l’Università degli Studi di Milano. Frequenta la magistrale di archeologia ed è laureanda in archeologia greca presso lo stesso istituto. I suoi interessi sono rivolti all’archeologia greca, l’antropologia e l’archeozoologia.

Tara Trahey è dottoranda in Storia dell’Arte e Archeologia presso l’Institute of Fine Arts della New York University. Laureata in Arte e Storia dell’Arte presso la Duke University ha un titolo di Master in Archeologia Classica presso l’Università di Oxford. La sua ricerca si concentra in particolare sulla ceramica greca e il suo commercio in età arcaica, e sull’applicazione delle tecnologie digitali alla Storia dell’Arte.

Anna Verde è studentessa di Master in Archeologia Classica presso l’Università di Oxford. Ha conseguito la sua laurea in Archeologia Classica presso UCL (University College London). Tra i suoi interessi è l’arte e architettura greca di età arcaica, in particolare la risposta psicologica dello spettatore alle figure mostruose e fantastiche. Partecipa ai lavori della missione NYU-UniMi dal 2017.

Laura Volpe è laureata in Scienze dei Beni Culturali presso l’Università degli Studi di Torino. È specializzata nel restauro della ceramica e dei reperti archeologici presso la Scuola Maria Luisa Rossi e ha un diploma di Master in Conservazione e Restauro presso Palazzo Spinelli di Firenze. Collabora con la missione NYU-UniMi dal 2016 nel laboratorio di restauro.